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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Siniscola

Siniscola, città della costa nord-orientale sarda, 55km a sud di Olbia, con i suoi 12500 abitanti è il secondo comune della provincia di Nuoro

Confina con Irgoli, Lodè, Lula, Onifai, Orosei, Posada e Torpè. Il paesaggio è dominato dal Montalbo, che si erge a sud-ovest rispetto al centro urbano. Zona di grande interesse naturalistico, è sede di varie attività turistiche, sportive e culturali, infatti, la varietà del territorio montano e i 22 km di costa che alternano scogliere e spiagge sono teatro di equitazione, speleologia, free climbing, downnhiln e kit surf.

Siniscola

Cartina di Siniscola

(Testo tratto dal libro del Dr. Antonello Pipere ''Siniscola - itinerari storici e naturalistici'' edito nel 2010 -foto di Pasquale Ricciardi)

Il paesaggio

Anche il viaggiatore meno attento percorrendo il territorio di Siniscola noterà la varietà e la diversa morfologia degli aspetti fisici e geografici del paesaggio. Tra le differenti descrizioni di questo territorio che la letteratura ci ha tramandato quella di un noto archeologo sardo ci appare la più puntuale per l'acutezza descrittiva e la pertinenza delle annotazioni:

E' un paesaggio vario, ha impressioni di colori e di visioni, col mare, acquitrini, colli ondulati, monti e guglie, a volte triste, a volte ridente, pittoresco e pauroso, avvolto nel mistero del passato lontano, vivente un presente di non ancora ben evoluta civiltà e con i germi endemici di una possibile elevazione sociale ed economica futura (G. Lilliu, Siniscola nella luce dell'archeologia, L'Ortobene, Nn. 9-12, 1939).

Un paesaggio multiforme sul quale signoreggia la mole imponente del massiccio del Monte Albo, un ''tavolato calcareo'', che sovrasta - in direzione nord-ovest e sud-est - il centro abitato, con cime che raggiungono, nel territorio di Lula, i 1127 metri di altitudine con le punte Turuddò e Punta Caterina. Il Monte Albo è una catena di 13 km. Simile per la formazione geologica in epoca mesozoica all'isola di Tavolara e al Supramonte. Si estende per circa 8.832 ettari e ricade nei comuni di Siniscola, Lodé, Lula, Irgoli, Loculi, Galtellì. Ha una notevole rilevanza naturalistica per la presenza di biotopi oggetto di tutela e di conservazione. Di rilievo sono gli endemismi botanici e faunistici. Tra le specie animali più diffuse vi sono il muflone, l'astore, il gracchio corallino, il geotritone del Monte Albo. Ora la zona è Sito di Interesse Comunitario (SIC) per grande parte gestita dell'Ente Foreste della Regione Sardegna con impianti di rimboschimento nei versanti collinari e con interventi di risistemazione del bosco nelle zone degradate o d'interesse naturalistico. Tra le peculiarità del Monte Albo si annoverano i boschi a base di leccio e il tasso. Un certo interesse assumono le numerose sorgenti. Molte di queste si trovano nel versante di Siniscola e sono state restaurate negli ultimi anni.

Tra le sorgenti si ricordano quella di Su Cantaru, S'Ulidone de Iosso e S'Ulidone de Susu, Ususule, Grassianu, Su Tassu, Sa Mela. L'intera area presenta una notevole potenzialità turistica per i diversi itinerari da percorrere a piedi in più direzioni all'interno della viabilità tradizionale, partendo da Siniscola nel versante verso Lodè e Lula, o in direzione Nuoro da San Giacomo e Locoli nel versante meridionale ancora verso Lula. Monte Albo, o Monte Arvu nella lingua locale,la montagna dalle tonalità biancheggianti che assume la pietra dolomitica era, per i siniscolesi più anziani, la montagna per antonomasia, Su Monte, senza altri aggettivi. La montagna come luogo di lavoro per l'allevamento del bestiame, e in un tempo non lontano come spazio per coltivazioni cerealicole nelle vallate più alte di S'Ena Tunda e di S'Ena Longa.

Siniscola

Vista dal Montalbo di Siniscola

A sud del Monte Albo si presentano i versanti collinari in granito bianco e poi in scisto coperti di macchia mediterranea, e coltivati a pascoli e a vigneti, che da Monte Senes, nel comune di Irgoli, digradano verso il mare in direzione nord-est. Verso sud-est si trovano le conformazioni in granito dell'area costiera di Capo Comino e di Berchida.
Il litorale costiero è prevalentemente sabbioso con ampie spiagge in cui si alternano colline dunali ad aree paludose e sabbiose intervallate da foci di brevi corsi d'acqua.
Questa polifonia di luoghi ha costituito da sempre un elemento di forte richiamo sin dall'antichità,con una presenza di attività umane che si può ripercorrere dalla preistoria sino all'epoca contemporanea, sulla scorta delle pubblicazioni degli ultimi due decenni e con adeguata documentazione di fonti bibliografiche e archeologiche.
Di notevole interesse, non solo per l'archeologia, ma anche per le caratteristiche geologiche, sono le numerose grotte naturali situate nell'area calcarea del Monte Albo e nei versanti del Monte Latu, nella direttrice verso Olbia. La natura calcarea ha dato luogo ai tipici fenomeni carsici, alle conformazioni biancastre, a caverne e fiumi sotterranei ancora oggetto di studi e di ricerche. Sono visitabili le grotte di Sa prejone ‘e 'Orcu, Duas Vuccas, e la cavità di Sa Conca 'e Locoli. Quest'ultima è una grotta naturale spalancata sulla parete, e costituisce il naturale sbocco di un fiume sotterraneo situato alle falde del Monte Albo, per molte analogie simile per conformazione fisica alla grotte situate nel Comune di Oliena. Di un certo rilievo è anche la grotta di Gane ‘e Gortoe il cui accesso, situato nel centro abitato (attuale via Olbia), è visitabile nel vano più esterno del suo sviluppo, nella parte finale di un corso d'acqua che procede sotterraneo all'interno della montagna e che sfocia a cielo aperto nei periodi di intensa piovosità. Ma tra tutte, una delle caverne più suggestive, anche sotto il profilo archeologico, è la grotta di Sa Prejone ‘e S'Orcu situata alle pendici del Monte Albo, in mezzo al canalone di Riu Siccu. Il nome richiama nella memoria locale una destinazione fiabesca. Vi si accede da un angusto pozzetto realizzato in muratura con pietre di grandi dimensioni, da cui si diparte una stretta e ripida scalinata elicoidale composta da 16 gradini. Il sito, seppure parzialmente manomesso da scavi clandestini, è stato identificato dagli archeologi come una grotta-santuario, quasi unica nel suo genere nell'ambito della civiltà nuragica.


Siniscola

La costa di Siniscola

Siniscola

Bellissimo scorcio di Siniscola

documenti allegati
Nome documento Formato Peso
La Caletta - Panorama e Spiaggia Lontana Formato JPG 22 Kb
La Caletta - La Spiaggia Lontana Formato JPG 22 Kb
La Caletta - Peschiera Formato FNC 411 Kb
Siniscola Stagno di Berchida - Formato JPG 18 Kb

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