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CULTURA E TURISMO

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Sa Pompìa il dolce della tradizione.

Sa Pompìa il dolce della tradizione.

Siniscola – Sas Pompias -

Sa Pompìa il dolce della tradizione.

La Pompìa è un agrume antico e misterioso di cui ci si ha testimonianza da almeno tre secoli e che rappresenta una delle più peculiari tra le specie vegetali tipiche del territorio di Siniscola.
l'agrume in questione possiede un aspetto simile al cedro, ma molti caratteri, sia dell'albero che del frutto non corrispondono alla specie.
L'albero sembrerebbe un arancio ma i rami sono spinosi (spine medie appuntite) come quelli del limone. Le foglie sono grandi, di forma ovale con apice convesso.
L'ipotesi per ora più accreditata la definisce come un ibrido sviluppatosi dall'incrocio tra cedro e limone, forse in epoca medioevale, in seguito alla decadenza agricola delle zone litoranee.
''Sa Pompìa'' è uno dei più grossi agrumi che si conosca: la sua circonferenza, di forma irregolare, può raggiungere i 70 cm di lunghezza, la sua buccia, di colore giallo, si presenta rugosa e ricca di tubercoli.
I frutti hanno forma sub-globosa appiattita ai poli e dimensioni elevate: un frutto può raggiungere un peso di 700 gr. La base è appiattita e profondamente solcata con calice piccolo regolarmente diviso e peduncolo difficilmente distaccabile. L'apice è piano, leggermente incavato circondato da un'areola molto evidente, la cicatrice stilare è piccola. L'epicarpo (buccia) di color giallo, più intenso o ambrato nei frutti a maturità avanzata, è molto rugoso, presenta costole longitudinali accentuate e spessore elevato. Alcuni frutti, di dimensioni inferiori possono presentare la superficie liscia a maturità avanzata. La polpa costituita da 13-14 logge ben separabili, è di color giallo chiaro, ha tessitura grossolana e vescicole grandi e tozze. Il contenuto in succo è modesto cosi come il tenore zuccherino, mentre l'acidità è elevata; il numero dei semi è contenuto entro valori medi.
La Pompìa ha un fortissimo legame storico con il territorio in quanto deve la sua sopravvivenza al fatto che nel solo comune di Siniscola questa pianta ha trovato utilizzo nella preparazione dei dolci più tradizionali del paese noti come '' sa Pompìa intrea'' e ''s'Aranzata''.
Sa Pompìa, nelle sue varianti, era, ed è ancora un dolce esclusivo, un tempo riservato a pochi e che veniva offerto solitamente in occasioni speciali di festa. Un periodo questo era il regalo più esclusivo e gradito per i testimoni di nozze ed i padrini dei propri figli, e sempre stato considerato quasi un bene di lusso, che pochi prima si potevano permettere poiché la sua preparazione esigeva molte ore di lavoro e ingredienti rari quali il miele e lo zucchero, fatto che ne ha impedito una sua grande distribuzione.
La Pompìa viene utilizzata per produrre tantissime altre preparazioni alimentari, tra cui la panna cotta con Pompìa, granite, gelati, e la marmellata alla Pompìa. La Pompìa spalmata sulle carni è ottima poiché esalta il contrasto di sapori , inoltre per passare da un piatto all'altro è stato realizzato anche il sorbetto alla Pompìa, e funge anche da dessert, il dolce a fine pasto è un ottimo digestivo, ma anche Pompìa e panna cotta.


POMPIA INTREA
Dolci antichi, di complessa e laboriosa preparazione, con tempi di lavorazione lunghissimi. Almeno sei ore di tempo, si inizia grattando via la parte superficiale della scorza in modo che rimanga l'albedo bianco, dopo aver praticato un piccolo foro in corrispondenza del picciolo, la si libera dalla polpa con l'aiuto delle dita o di un cucchiaino, cercando accuratamente di non danneggiare o rompere l'involucro che contiene gli spicchi. Il risultato di questa operazione, che richiede perizia e una grande manualità, è una sorta di palloncino bianco vuoto che viene prima lessato per liberarlo dall'eccesso di acidità e poi immerso in una teglia contenente miele solitamente millefiori.
I frutti ricoperti dal miele vengono poi cucinati a fuoco lento girando di tanto in tanto e riempiendo costantemente di miele l'interno del ''palloncino'' fino a quando non assumerà il tipico colore rosso ambrato. La canditura con il miele smorza l'acidità del frutto mantenendo un sottile e gradevole sapore amarognolo.
Il frutto viene poi confezionato nei barattoli di vetro o terracotta ricoperto con la gelatina di cottura o con del miele nuovo che fa da conservante naturale, conservati poi al riparo da fonti di luce e calore in modo da mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche, l'unica cosa che può mutare è il colore che col passare del tempo diventa più scuro.

Il frutto della Pompìa veniva e viene utilizzato per altri scopi oltre che per quello alimentare. La polpa inutilizzabile in questo senso, veniva usata per lucidare il rame, l'ottone e l'oro in quanto il succo molto acido, corrode le ossidazioni ed è utilizzato anche per la pulizia delle mani in quanto ottimo detergente; inoltre è da segnalare che questo frutto ha delle caratteristiche uniche nelle sua specie in quanto ricchissimo di oli essenziali, i quali ultimamente vengono utilizzati nel campo della cosmesi e dell'erboristeria in quanto la Pompìa è un ottimo ricostituente ed è un rimedio naturale per curare tossi, mal di gola, raffreddori, inappetenze.
Già dal 1999 la Pompìa è ritornata a popolare la campagna siniscolese grazie ad un progetto sociale. Infatti il comune insieme alla ex U.S.L. e i comuni di Posada, Lodé, Torpé, Budoni e San Teodoro ha elaborato un progetto regionale per l'inserimento sociale dei ragazzi ospitati nel centro di igiene mentale di Siniscola.
Lo scopo finale era la creazione di una cooperativa autonoma di tipo B, ossia formata da persone diversamente abili e persone normodotate. Durante il primo anno di attività è stato impiantato a Pompìa un campo di un ettaro, coltivato dai ragazzi, nel secondo anno si è provvisto al mantenimento del primo terreno e alla piantumazione di altri tre ettari e mezzo in un'altra località e nel terzo anno i ragazzi oltre a lavorare i campi hanno provveduto al raccolto dei primi frutti.
Sempre in quegli anni la Pompìa ha iniziato a fare le sue prime apparizioni nella televisione(19), e pure sulla carta stampata ma il vero e proprio rilancio della Pompìa avviene nel 2004 quando grazie al progetto Equal, un programma di Iniziativa Comunitaria (che ha avuto due fasi di progettazione e realizzazione) si è pensato di istituire il presidio della Pompìa.
L'obiettivo generale del progetto era di fornire un supporto consulenziale alle imprese e individuare strumenti innovativi per la valorizzazione delle risorse del territorio./ L'idea del presidio è venuta ad alcuni membri di Slow Food, che

Sa Pompìa il dolce della tradizione.

Siniscola – Aranzata -

Sa Pompìa il dolce della tradizione.

Siniscola – Sas Pompias intreas

erano coinvolti come coordinatori del progetto Equal
Il 18 agosto 2004 è la data da dove tutto ha inizio: per quel giorno era stata convocata una riunione aperta agli interessati, dove era stato firmato per adesione un protocollo d'intesa al fine della costituzione di un'associazione finalizzata alla tutela del prodotto tradizionale ''Pompìa'' derivato dalla trasformazione del frutto omonimo.

Sa Pompìa il dolce della tradizione.

Il frutto

Sa Pompìa il dolce della tradizione.

Il dolce.

Ecco un interessante documentario RAI su la Pompia:

www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9f01b5a1-a825-4f42-97e8-b144b340a62f.html

documenti allegati
Nome documento Formato Peso
Sa pompia Formato JPG 100 Kb
bozza disciplinare Formato PDF 74 Kb

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